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L’ultimo fascismo 1943-1945. La Repubblica sociale italiana

L’ultimo fascismo

1943-1945
La Repubblica sociale italiana

A cura di Roberto Chiarini, Elena Pala, Giuseppe Parlato


Salò e la Riviera occidentale del Lago di Garda sono stati tra l’ottobre del 1943 e l’aprile del 1945 l’epicentro della Repubblica sociale italiana: lo Stato creato da Mussolini dopo la firma dell’armistizio con cui l’Italia di Vittorio Emanuele III e di Badoglio ha posto fine all’alleanza con la Germania di Hitler, ma non alla guerra.

Di colpo, gli italiani si trovano sottoposti a due eserciti occupanti (tedesco al Centro Nord, anglo-americano al Sud) e divisi in due Stati (la Repubblica di Salò nell’Italia centro-settentrionale, il Regno del Sud in quella meridionale). Alla Liberazione mancano ancora seicento lunghi giorni. Al calvario della guerra più sanguinosa della storia (cadono 443.000 italiani) si aggiunge la lacerazione di una guerra civile che non risparmia nulla della ferocia e delle violenze di uno scontro fratricida.

Caduto il fascismo, la Repubblica sociale non muore del tutto. Continua a vivere nella memoria. Una memoria inesausta e maledetta: un incubo per gli antifascisti, una nostalgia per i neofascisti.

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The Last Fascism

1943-1945
The Italian Social Republic

Curated by Roberto Chiarini, Elena Pala, Giuseppe Parlato

Between October 1943 and April 1945, Salò and the western Riviera of Lake Garda were the epicentre of the Italian Social Republic: the State created by Mussolini after the signing of the armistice with which the Italy of Vittorio Emanuele III and Badoglio ended the alliance with Hitler’s Germany, but not the war.

Suddenly, the Italians found themselves subjected to two occupying armies (a German one in the centre-north, an Anglo-American one in the south) and divided into two States (the Republic of Salò in north-central Italy, the Kingdom of the South in the south). The Liberation was still six hundred long days away. To the ordeal of the bloodiest war in history (443,000 Italians fell) was added the laceration of a civil war that spared none of the ferocity and violence of a fratricidal clash. With the fall of Fascism, the Social Republic did not die completely. It continued to live on in memory. An inexhaustible and cursed memory: a nightmare for anti-fascists, a nostalgia for neo-fascists.