Il MuSa di Salò è aperto con orario continuato dalle 10 alle 19. Per info: +390365-20553

Il Culto del Duce (1922 – 1945)

IL LUNGO VIAGGIO ATTRAVERSO IL FASCISMO

La mostra è prorogata fino al 9 dicembre 2018

L’arte del consenso nei busti e nelle raffigurazioni di Benito Mussolini.
A cura di Giordano Bruno Guerri

Dalla prefazione del catalogo de “Il culto del Duce”, scritta dal direttore generale del MuSa, Giordano Bruno Guerri:

“Durante il regime fascista Benito Mussolini, il “Duce“, fu il prodotto principale di quella che, nei nostri tempi, è stata chiamata la fabbrica del consenso. Mussolini veniva rappresentato come la somma e la sintesi superiore d’ogni tipo di grandezza d’uomo, da quello di pensiero  a quello di azione. La scultura, e in particolare il busto, era lo strumento ideale per magnificare e rendere eterno “l’uomo del destino“. Dalle raffigurazioni in borghese degli anni Venti si passa a quelle a petto nudo – simbolo di virilità ma anche di uguaglianza sociale – degli anni Trenta, in pose sempre più solenni e guerriere. Gli artisti- sia i poco o affatto noti sia i più grandi – in realtà scolpiscono, con il volto del Duce, il ritratto di quello che avrebbe dovuto essere l’italiano nuovo forgiato dal fascismo: un dominatore. Capire il culto del duce è un passaggio indispensabile per capire cosa sia stato il fascismo e il suo rapporto con gli italiani, sia chi vi credeva sia per chi, scrive Italo Calvino, non riuscì a compiere il passaggio “tra il giudicare negativamente il regime e un impegno attivo antifascista“.”

Giordano Bruno Guerri

  • 11 marzo 2018 - 9 dicembre 2018
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MuSa

Il MuSa, inaugurato nel giugno 2015, attraverso le raccolte, l’allestimento e ancor più attraverso le iniziative che ne faranno un luogo vivo della cultura, vuole essere un luogo in cui raccogliere, interpretare, comunicare alla comunità e a quanti visitano Salò e il Garda, l’identità della città, i suoi tesori, il suo contributo alla storia nazionale.

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